Sorpresa di compleanno per Arianna: un laboratorio di Labelluli.


Da sinistra: Arianna e Viola

Ci sono regali di compleanno particolari come quello ricevuto da Arianna, bambina amante del disegno, dei libri autoprodotti e della cartotenica.

Mamma Cristina le ha regalato un laboratorio di Labelluli da fare con l’amica del cuore Viola, per realizzare un Kit poetico tascabile. Niente di già esistente: un Kit inventato da cima a fondo.

E così Sabato 27 Febbraio Arianna e Viola si sono collegate da remoto con le loro “assistenti”: mamma Cristina e mamma Alice. In due ore  hanno ideato, disegnato, ritagliato, composto e intitolato il Kit “Le avventure del mare di notte e tutto il dì”.

Un applauso a tutte!


Kit socchiuso di Arianna

Interno kit di Arianna, con albero di limoni

Interno kit di Viola, con albero di mandarini

Vuoi regalare un laboratorio da remoto di Labelluli?
Per informazioni scrivi a info@labelluli.it

Giocare con “La nomenclatura dei colori di Werner”

Giocare con “La nomenclatura dei colori di Werner”

Dare il nome a un colore è un processo.

Implica l’osservazione, il confronto fra diverse sfumature, il richiamo alla propria esperienza visiva, sensoriale e mnemonica in cerca di un appiglio a qualcosa di conosciuto, visto, sentito, catalogato.

A volte il nome di un colore non esiste o è bloccato sulla punta della lingua e fatica a diventare parola perché intrappolato dalla timidezza-paura di sbagliare-timore di essere derisi.

Dare il nome a un colore è un gioco molto serio. Del resto, un gioco o è serio o non è.

L’ho letto, ma soprattutto imparato da bambini e bambine di 7-8 anni orgogliosi di giocare con la “Nomenclatura dei colori di Werner” e di dare un nome preciso a un frammento di graniglia del pavimento.

Come si chiama quel colore? Nero fiero.

Maryam – Istituto Tommaso Grossi – Laboratorio per Mus-e Milano dell’anno scolastico 2019-2020, quando ancora non si sapeva nulla del Covid e ci si poteva sdraiare sul pavimento.

Vuoi fare anche tu questo gioco?

Puoi scaricare il pdf de “La nomenclatura dei colori di Werner” qui.

Le carte Scintille alla scuola per l’infanzia Ponti di Vimercate

Le carte Scintille alla scuola per l’infanzia Ponti di Vimercate

Lucia, insegnante della scuola dell’infanzia Ponti di Vimercate, ha usato le carte Scintille in DAD con la sua classe di bambini e bambine dai 3 ai 4 anni: i “Ranocchi”. La sua preziosa testimonianza fa riflettere.

“Sono docente in una scuola dell’infanzia. In questo momento lavoro da casa, ma mantengo il contatto e la cura (per quanto possibile…forse in questi collegamenti ci curiamo tutti a vicenda) attraverso un collegamento settimanale con i piccoli della mia sezione, i “Ranocchi”, per mezzo della LIM.

A Novembre 2020 avevo seguito il seminario “Per gioco e per cura”. Le carte Scintille mi avevano subito entusiasmata, così le ho scaricate e utilizzate (sino a oggi una sola volta, ma ho intenzione di continuare).

Il mio gruppo di bambini e bambine, circa 18, va dai 3 ai 4 anni.
Ho scelto le carte Scintille per stimolare la capacità di pensare, raccontare, ascoltare, immaginare.

Ho riscontrato (inaspettatamente per me vista l’età dei bambini, caratterizzata da creatività e spontaneità senza freni) molta difficoltà nell’aprirsi e nel mettersi in gioco. Questo nonostante nella mia sezione ci siano parecchi momenti di circle time e di scambi e io in vari altri incontri cerchi di far domande stimolanti, sottolineando che non esistono risposte giuste o sbagliate.

Davanti alle domande aperte delle carte i bambini hanno manifestato una specie di aspettativa, sembrava volessero una rassicurazione in merito alle loro risposte.

Dico la verità: pensavo che giocare con le carte Scintille sarebbe stato più semplice, un successo, invece quello che ho vissuto è stato un inciampo.
Confrontandomi con la collega di sezione abbiamo compreso quanta necessità ci sia di lavorare e stimolare i bambini, a partire dalla più tenera età, per sostenere un pensiero creativo e divergente che forse noi adulti, la società e la cultura stiamo ostacolando.

Voglio continuare a usare le carte Scintille, inserendo questa esperienza nei percorsi scolastici già in atto”.

Lucia, insegnante della scuola dell’infanzia Ponti di Vimercate.

Un’educatrice attiva le carte Scintille con due sorelle adolescenti.

Un’educatrice attiva le carte Scintille con due sorelle adolescenti.

Riporto qui le parole di un’educatrice che, chiamata da un’assistente sociale, ha utilizzato le carte Scintille con due sorelle adolescenti.

Per rispetto della privacy di minori e operatori riporto solo l’iniziale del nome dell’educatrice, ringraziandola per la preziosa testimonianza e per aver concesso la pubblicazione a beneficio di tutti.

“Sono un’educatrice che lavora per il servizio sociale di base. L’assistente sociale mi ha invitato a conoscere due sorelle adolescenti che attualmente abitano con il papà, separato, dopo che la mamma è partita con il compagno per un altro continente.

Mio compito è aiutare le ragazze a inquadrare i loro problemi,
focalizzare le aspettative e porsi micro obiettivi.
Quando sono arrivata erano imbarazzate, ridacchiavano fingendo un po’ di strafottenza.
Ho proposto di conoscerci meglio giocando con le carte Scintille, senza chiedere di raccontare per l’ennesima volta la loro storia.

Ho fatto pescare a entrambe una carta. Ad una ad una hanno guardato l’immagine, letto la domanda e narrato ciò che le carte suscitavano. Una ragazza ha pescato il “papà angelo”, l’altra il “papà vento”.
Rilassate, hanno abbandonato battute e risate.

La prima ha raccontato che i NO di un “papà angelo” servono a proteggere i figli, la seconda che un “papà vento” non può avere segreti, perché il vento non ha posto per nasconderli: è così come si vede, calmo o tempestoso ma è sempre lui.

Dopo aver tolto la serie sui papà, ho fatto pescare alle ragazze una nuova carta. Sono apparsi “il bambino vento” e “la bambina vento”, ispirando ancora discorsi sull’autenticità.
La sorella più piccola ha chiesto se poteva pescare un’altra carta, per la mamma.

Dove andrà una mamma onda?
Da nessuna parte. Va avanti e indietro, muove la sabbia, rende torbida l’acqua ma non va da nessuna parte.

Queste carte sono potenti: mi hanno fatto conoscere le ragazze più di mille domande.
Ho lasciato sul tavolo le carte scelte. La ragazza più grande, mentre ormai stavamo parlando d’altro, le sfiorava con le dita, le raddrizzava, le osservava. Il suo sguardo esprimeva concentrazione, una riflessione intima, forse domande, forse risposte.

Non volevo sapere che cosa stesse pensando, ero felice che potesse restare in ascolto dei suoi pensieri.

Ogni cambiamento passa attraverso di noi. Gli altri offrono spunti.
Le carte Scintille sono uno spunto: possono andare a segno, lasciare un segno, segnare un sentiero.”

Testimonianza di K. educatrice.