Carte Scintille

Carte un po' per gioco, un po' per cura

Le carte Scintille sono un versatile strumento di gioco, narrazione e ascolto per educatori, insegnanti, atelieristi, pedagogisti, psicologi, operatori del Tribunale dei minori, assistenti sociali e, non ultimi, i genitori.

Ideate da Eleonora Terrile e perfezionate con la supervisione pedagogica di Antonia Chiara Scardicchio, Professoressa di UniBari, e del docente Andrea Prandin, sono state lanciate il 20 Novembre 2020 dal Centro Alberto Manzi al seminario nazionale Per gioco e per cura.

Dal lancio a oggi le carte Scintille sono state utilizzate in scuole dell’infanzia, primarie, secondarie inferiori e superiori. 
In comunità residenziali per minori. In spazi di ascolto dei servizi sociali. In incontri con neo-mamme e neo-papà. In eventi da remoto. In laboratori artistici. In contesti di formazione per adulti: educatori, operatori del Tribunale dei minori, insegnanti.
 

Puoi scaricare qui le Carte Scintille.

Copertina, carte della serie “Onda” e “Piuma”.

Prime testimonianze

“Carte come scintille: un gioco d’arte come scelta estetica ed etica nell’ascolto delle narrazioni dei bambini e delle bambine.”
Intervento di Andrea Prandin, Consulente Pedagogico, docente presso Philo – Scuola di Pratiche filosofiche di Milano al seminario “Per gioco e per cura” del Centro Alberto Manzi (20 Novembre 2020).

“Posso usare le carte Scintille in tanti modi e per vari scopi: educazione all’immagine, italiano, narrazione orale e scritta.
Ho trovato che sono utili anche a richiamare l’attenzione della mia classe Ogni tanto ne proietto una sulla LIM e chiedo ai bambini e bambine di rispondere alla domanda.”
Chiara Stagni – Scuola elementare di Via Crespi – Milano

“Per Natale ho regalato le carte Scintille a colleghi e colleghe educatori e assistenti sociali.
Varie le reazioni: alcuni colpiti dalla delicatezza, altri intrigati dal possibile utilizzo, altri spiazzati, altri incuriositi, alcuni perplessi…
L’importante per me era provocare l’interesse per un ascolto disincantato dei racconti che possono nascere da simboli a cui l’altro attribuisce il proprio significato. Così da lasciarci guidare nella altrui storia, come osservare il gioco spontaneo di un bimbo che si trova di fronte a materiale insolito e non strutturato.”
Katia Zucchi – Educatrice – Lecco

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