Oggi, 20 Novembre, ho il piacere di partecipare al seminario online Per gioco e per cura. Pensieri e strumenti per sostenere bambini e bambine, al quale si sono iscritte 680 persone.
Promosso dalla Garante per l’infanzia e adolescenza Clede Maria Garavini e organizzato da Alessandra Falconi, Direttrice del Centro Alberto Manzi, il seminario dà spazio a riflessioni sulle povertà educative e sulle nuove fragilità emerse o rese visibili dalla pandemia.

In una data, un contesto e un intreccio di saperi tanto significativi, come dimostra il ricco programma, tengo un Atelier pomeridiano con Scintille – carte un po’ per gioco, un po’ per cura.
Sono carte versatili  ideate la scorsa Primavera, usate per la prima volta in laboratori da remoto di una classe Mus-e Milano (1).

Ogni carta ha un’illustrazione e una domanda.
L’illustrazione è una provocazione, la domanda una scintilla che accende la creatività.
Oggi, nel corso di un Atelier, ho il piacere di presentarle ai partecipanti e di suggerire qualche modalità di utilizzo, ben sapendo che nelle mani di educatori, educatrici e di insegnanti della scuola primaria prenderanno nuove sorprendenti direzioni.

Ideate per giochi di narrazione orale e scritta, improvvisazione teatrale e invenzione artistica destinati alla scuola primaria, le carte Scintille hanno fatto altri passi grazie ad Antonia Chiara Scardicchio, Docente di UniFoggia, e ad Andrea Prandin, Consulente pedagogico, Docente presso Philo-Scuola di pratiche Filosofiche Milano.

Antonia Chiara Scardicchio e Andrea Prandin hanno visto la possibilità di utilizzare le carte in contesti di formazione per educatori, educatrici, psicologi, insegnanti, operatori al servizio del Tribunale dei minori.
Questo perché il binomio immagine-provocazione e domanda-scintilla allarga gli orizzonti della visione di sé e degli altri, permettendo di raccontare e raccontarsi senza giudizi, pregiudizi, tabù, oltre l’autocensura e il pensiero binario.
La loro intuizione ha trovato conferma in vari test tenuti da Andrea Prandin in corsi di formazione con adulti.

Dopo il laboratorio per Mus-e Milano, altre prove con bambini e bambine e i contributi di Antonia Chiara Scardicchio e di Andrea Prandin arriviamo al 20 Novembre 2020, giornata Internazionale per i diritti dei bambini e degli adolescenti.
Se oggi interveniamo tutti e tre e presentare le carte al seminario Per gioco e per cura. Pensieri e strumenti per sostenere bambini e bambine dobbiamo dire un immenso grazie ad Alessandra Falconi, Direttrice del Centro Alberto Manzi, e alla Garante per l’infanzia e adolescenza della Regione Emilia Romagna, Clede Maria Garavini.

(1) Il primo passo di Scintille: un laboratorio di Mus-e Milano.

Ho utilizzato per la prima volta le carte insieme all’artista e attrice Roberta Secchi, con la quale tengo laboratori Mus-e presso l’Istituto Tommaso Grossi di Milano.
La scorsa Primavera la maestra Antonietta Guanci dell’allora 2°B ci ha chiesto qualche attività ludica da fare da remoto, in modo che i suoi bambini e bambine potessero vederci e tenere vivo il rapporto con noi.
Incontro dopo incontro abbiamo fatto varie proposte, fra le quali una con 10 carte da me realizzate, le future “Scintille”, alle quali Roberta ha dato voce con sorprendenti e divertenti interpretazioni.

La dinamica del primo laboratorio.

Dopo aver incuriosito la classe con Roberta, dicendo che avevamo preparato una sorpresa, ho chiesto alla maestra di dirmi un numero da 1 a 10 mentre mescolavo le carte, non ancora visibili a bambini e  bambine.

Estratta la carta l’ho mostrata alla classe. Per rompere il ghiaccio e far capire bene il gioco, ho posto la domanda scintilla dapprima alla maestra, poi all’insegnante di sostegno, infine a Roberta.
Ascoltate le loro risposte ho poi coinvolto i bambini e le bambine.

Finito di sentire tutti, ho chiesto a Roberta: “Che voce potrebbe avere un bambino Piuma?”.
Roberta ha fatto la sua interpretazione. Poi ha invitato me e le insegnanti a improvvisare. Infine si è rivolta ai bambini e alle bambine.

Come è andata?
Il laboratorio è durato molto più dei 40 minuti previsti. Ogni volta che finiva il gioco di domande-risposte interpretazioni collettive con una carta, la classe ne chiedeva un’altra.
La fine è stata merito di Adam che, guardando l’orologio, ha detto: “Maestra, siamo qui da 1 ora e 20!”

E proprio dal preciso Adam abbiamo ricevuto un sorridente bambino orologio!

Anche la solare Yasmine ha ideato due carte!

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