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Il bambino albero sull’arcobaleno e altre storie

Il bambino albero sull’arcobaleno e altre storie

Ci sono storie che ne custodiscono altre.
La prima ha come protagonista un ragazzino di 12 anni dall’animo poetico, che un bel giorno inizia a scrivere da solo, senza guida né suggerimenti, danzando con matite e pennarelli sul filo della sua immaginazione.
Ad accompagnare il ragazzino in questa danza c’è una sapiente insegnante di sostegno che ha attivato le carte Scintille. Come? Ha proposto un gioco a due: pescare una carta a testa dal mazzo e rispondere ciascuno per conto proprio alla domanda. Poi, scoprire a vicenda le risposte date.

E così, carta dopo carta, il ragazzino ha dato le sue risposte: scintille di gioia che raccontano il suo mondo.

Ringrazio la mamma del poetico ragazzino per la gentile concessione dei testi, e l’insegnante di sostegno R.A. per avermi resa partecipe di questa sua emozionante esperienza.

Parole ali, parole piuma

Qualche giorno dopo il primo bombardamento sull’Ucraina ho letto online una poesia dello scrittore e reporter di guerra polacco Ryszard Kapuscinski intitolata “Trovare la parola giusta…”

La poesia si conclude così:
trovare parole ali
che permettano di sollevarsi almeno

di un millimetro su tutto questo.

Ho sentito risuonare in me queste parole.
Ho provato amarezza pensando alla guerra e all’eterna storia di civili che muoiono e potenti che si arricchiscono.
Ho pensato ai bambini e alle bambine colpiti da questa e da tutte le guerre.
Poi ho visto i bambini e le bambine che seguo per conto di Mus-e Milano.
E ho riletto le loro parole piuma.

Di che parole si tratta? Lascio rispondere un bambino dell’Istituto Marcello Candia di Milano. (Anno scolastico 2020-2021 – Progetto Mus-e Milano “Spazio alla bellezza e all’immagin-azione” di Eleonora Terrile e Stefano Locati).

Questo bambino, come tutta la sua classe, appartiene a una famiglia non italofona, per cui sta imparando l’italiano a scuola.
A lui e a tutti i suoi compagni e compagne dico sempre che insieme possiamo giocare con immagini, parole, carta, colori.
Un giorno li ho fatti riflettere sulla differenza fra parole piombo, pesanti, offensive, che fanno male, e parole piuma, belle, gioiose, d’amore.
Ho fatto disegnare una piuma e chiesto di scrivere qualche parola.
Ognuno ha fatto la propria scelta.

È poca cosa quella fatta da me.
Ma non è poco scegliere, ogni giorno, fra parole piuma e piombo, fra parole di pace e di guerra.