Un’altra esperienza con le carte Scintille nella comunità educativa per minori “La Casa di Anna”

Un’altra esperienza con le carte Scintille nella comunità educativa per minori “La Casa di Anna”

Un’altra preziosa testimonianza sull’utilizzo dele carte Scintille nella Comunità educativa per minori La Casa di Anna che fa capo ad AISE, Associazione per l’Intervento Sociale contro l’Emarginazione.

La parola oggi all’educatore Salvatore Montesanti, che ringrazio di cuore per aver accolto e attivato le carte, raccontato la sua esperienza e dato utili suggerimenti.

“L’attività è piaciuta molto ai ragazzi più riflessivi, in particolare a quelli che faticano ad esprimersi ma vorrebbero farlo.

Attraverso le carte Scintille questi adolescenti hanno trovato il modo, il luogo e la “scusa” per potersi raccontare.

La maggior parte dei ragazzi ha apprezzato l’attività.
Quelli a cui non è piaciuta hanno manifestato una generale difficoltà/resistenza nel raccontarsi e/o nell’ esprimersi in modo creativo.

Come operatore ho trovato interessanti le potenzialità di utilizzo delle carte Scintille: sia quelle creative sia quelle espressive.
Mi sono piaciute le illustrazioni e l’idea delle domande sottostanti: domande e illustrazioni che ‘aprono’ a molto.

Il suggerimento che darei per migliorare le potenzialità delle carte è modificare nelle domande la voce ‘bambino/bambina’ e porre domande in modo più generico.
Ho riscontrato una resistenza iniziale dei ragazzi rispetto alle carte per il solo fatto che sembravano rivolgersi a bambini, appellativo con il quale in adolescenza non si riconoscono più.

In generale riconosco le potenzialità terapeutiche ed espressive delle carte Scintille.
Le utilizzerei con i ragazzi che faticano a parlare di sé e le utilizzerei come mezzo per incitare una nuova narrazione di sé. Questo perché chi è in una condizione di fragilità può avere bisogno di vedersi in un modo nuovo, soprattutto in un momento delicato come l’adolescenza dove l’identità è ancora in costruzione e più che mai è in discussione.

Credit foto: Afta Putta Gunawan per Pexels.com

Le carte Scintille nella comunità per minori “La Casa di Anna”

Le carte Scintille sono entrate nella Comunità educativa per minori La Casa di Anna che fa capo ad AISE, Associazione per l’Intervento Sociale contro l’Emarginazione.

Ringrazio di cuore gli educatori Alice Annini e Salvatore Montesanti per aver accolto e attivato le carte e raccontato le loro esperienze.

Oggi lascio la parola ad Alice Annini.

Primo incontro

Il “giocare” con le carte Scintille ha preso subito direzioni inaspettate.
I ragazzi mi hanno proposto di giocare accompagnati da un sottofondo musicale.
Detto fatto: ho scelto un brano strumentale al pianoforte.
Creata l’atmosfera ho chiesto ai ragazzi che cosa pensassero delle carte e che cosa potessero suggerire loro.

Ognuno ha preso la carta ritenuta più curiosa, piacevole, adatta a rappresentarlo, lasciandosi guidare dall’illustrazione.
Poi ha raccontato il motivo della scelta con il mezzo espressivo più congeniale.
Qualcuno ha scritto, qualcuno ha disegnato, tutti hanno motivato la loro preferenza condividendola poi con il gruppo.

Dopo questo gioco ho chiesto ai ragazzi di scegliere una carta che rappresentasse chi volessero diventare o che cosa desiderassero migliorare.

Poi ho invitato ognuno a scegliere due carte pensando a un compagno: una per rappresentarlo nel presente, un’altra per esprimere le sue potenzialità e possibilità di miglioramento.
Una scelta da raccontare e motivare.

Questo “gioco” ha offerto uno sguardo altro, esterno (più emotivo-visivo che verbale) sulla personalità e sul percorso di ognuno in comunità.

Un ragazzo si è sentito più a proprio agio a raccontarsi con il disegno che con la scrittura.
Altri hanno preferito scrivere, cogliendo questa occasione come un momento di sfogo e di libera espressione.

Secondo incontro.

Ho chiesto di scegliere tre carte per scrivere una storia.
All’inizio le carte rappresentavano i tre personaggi principali, poi ho lasciato la libertà di aggiungerne altri, anche inventando delle carte. Così è nata, ad esempio, la carta Fuoco.

I ragazzi hanno rappresentato con le carte i personaggi di una storia.
Alcuni hanno inventato una storia breve di genere fantastico, altri hanno preferito una scrittura autobiografica, partendo dalle carte per raccontare la storia della loro famiglia.
Tutti hanno motivato le loro scelte durante la condivisione di gruppo. In questa fase ho invitato i ragazzi a vedere nella stessa carta sia gli aspetti positivi sia i negativi. (Ad esempio la Piuma come persona che si lascia trasportare dal vento e cambia idea in fretta, ma anche come leggerezza in opposizione alla pesantezza e alla fatica).

Così giocando ogni ragazzo ha esplorato diversi aspetti di sé e degli altri, ponendo l’accento sia sulle somiglianze sia sulle differenze. Le illustrazioni delle carte Scintille hanno permesso di comunicare anche le sfumature emotive spesso celate dietro le parole.

Giocare con “La nomenclatura dei colori di Werner”

Giocare con “La nomenclatura dei colori di Werner”

Dare il nome a un colore è un processo.

Implica l’osservazione, il confronto fra diverse sfumature, il richiamo alla propria esperienza visiva, sensoriale e mnemonica in cerca di un appiglio a qualcosa di conosciuto, visto, sentito, catalogato.

A volte il nome di un colore non esiste o è bloccato sulla punta della lingua e fatica a diventare parola perché intrappolato dalla timidezza-paura di sbagliare-timore di essere derisi.

Dare il nome a un colore è un gioco molto serio. Del resto, un gioco o è serio o non è.

L’ho letto, ma soprattutto imparato da bambini e bambine di 7-8 anni orgogliosi di giocare con la “Nomenclatura dei colori di Werner” e di dare un nome preciso a un frammento di graniglia del pavimento.

Come si chiama quel colore? Nero fiero.

Maryam – Istituto Tommaso Grossi – Laboratorio per Mus-e Milano dell’anno scolastico 2019-2020, quando ancora non si sapeva nulla del Covid e ci si poteva sdraiare sul pavimento.

Vuoi fare anche tu questo gioco?

Puoi scaricare il pdf de “La nomenclatura dei colori di Werner” qui.

Un’educatrice attiva le carte Scintille con due sorelle adolescenti.

Un’educatrice attiva le carte Scintille con due sorelle adolescenti.

Riporto qui le parole di un’educatrice che, chiamata da un’assistente sociale, ha utilizzato le carte Scintille con due sorelle adolescenti.

Per rispetto della privacy di minori e operatori riporto solo l’iniziale del nome dell’educatrice, ringraziandola per la preziosa testimonianza e per aver concesso la pubblicazione a beneficio di tutti.

“Sono un’educatrice che lavora per il servizio sociale di base. L’assistente sociale mi ha invitato a conoscere due sorelle adolescenti che attualmente abitano con il papà, separato, dopo che la mamma è partita con il compagno per un altro continente.

Mio compito è aiutare le ragazze a inquadrare i loro problemi,
focalizzare le aspettative e porsi micro obiettivi.
Quando sono arrivata erano imbarazzate, ridacchiavano fingendo un po’ di strafottenza.
Ho proposto di conoscerci meglio giocando con le carte Scintille, senza chiedere di raccontare per l’ennesima volta la loro storia.

Ho fatto pescare a entrambe una carta. Ad una ad una hanno guardato l’immagine, letto la domanda e narrato ciò che le carte suscitavano. Una ragazza ha pescato il “papà angelo”, l’altra il “papà vento”.
Rilassate, hanno abbandonato battute e risate.

La prima ha raccontato che i NO di un “papà angelo” servono a proteggere i figli, la seconda che un “papà vento” non può avere segreti, perché il vento non ha posto per nasconderli: è così come si vede, calmo o tempestoso ma è sempre lui.

Dopo aver tolto la serie sui papà, ho fatto pescare alle ragazze una nuova carta. Sono apparsi “il bambino vento” e “la bambina vento”, ispirando ancora discorsi sull’autenticità.
La sorella più piccola ha chiesto se poteva pescare un’altra carta, per la mamma.

Dove andrà una mamma onda?
Da nessuna parte. Va avanti e indietro, muove la sabbia, rende torbida l’acqua ma non va da nessuna parte.

Queste carte sono potenti: mi hanno fatto conoscere le ragazze più di mille domande.
Ho lasciato sul tavolo le carte scelte. La ragazza più grande, mentre ormai stavamo parlando d’altro, le sfiorava con le dita, le raddrizzava, le osservava. Il suo sguardo esprimeva concentrazione, una riflessione intima, forse domande, forse risposte.

Non volevo sapere che cosa stesse pensando, ero felice che potesse restare in ascolto dei suoi pensieri.

Ogni cambiamento passa attraverso di noi. Gli altri offrono spunti.
Le carte Scintille sono uno spunto: possono andare a segno, lasciare un segno, segnare un sentiero.”

Testimonianza di K. educatrice.

Carta, carte, cartoncini, Mus-e Milano, diritti dei bambini.

Carta, carte, cartoncini, Mus-e Milano, diritti dei bambini.

Sin da bambina amo la carta e il suono croccante del cartoncino tagliato con le forbici a punta arrotondata che puntualmente sentivo, amplificato, nella trasmissione RAI per i piccoli Giocagiò.

Ricordo il profumo delle cartolerie vicino casa a Genova, Frediani e Renzini, quando a Settembre arrivavano le scorte di quaderni, matite Giotto, pennarelli Carioca, album da disegno, astucci, cartelle, diari.
I miei genitori mi compravano tanti quaderni a righe e a quadretti con fogli di carta sottile, uso mano, e qualche quaderno pregiato di carta pesante con riga laterale rosa, che trattavo con cura.

Passa il tempo e a 28 anni lavoro in un’agenzia pubblicitaria di Milano con Camilla, elegantissima art director appassionata della carta e del suo linguaggio universale per il tatto, la vista, l’udito, l’olfatto. Ogni Venerdì arriva in ufficio una sua amica, portavoce dell’allora miglior azienda di stampa: Nava. Di settimana in settimana vediamo le novità del catalogo Fedrigoni e di altre cartiere pregiate delle quali sentiamo illustrare caratteristiche, porosità, resa di stampa.

Con un salto temporale di più o meno 20 anni eccomi con Tiziana Scaciga di Pietre Trovanti. Insieme ideiamo laboratori per bambini e bambine con frammenti di pietre di scarto: Immaginifico. Alla natura, indiscussa protagonista, affianchiamo cartoncini bianchi e un bel giorno facciamo un passo in più: un Immaginifico Kit con 3 frammenti di pietre di scarto, 3 cartoline formato A5 in carta da 300 grammi, 1 “Immaginifica” matita e una bella busta avana con finestra chiusa sul retro da un filo che si avvolge su una rotella.
Per farla breve, un inno a carta, immaginazione, natura, manualità.

La passione per la carta mi accompagna nel progetto artistico Labelluli – creare sulle ali di un dettaglio e si fa sentire nei Kit Poetici Tascabili e nelle Carte Scintille.

Questo mio amore è stato accolto e condiviso da Mus-e Milano, per la quale lavoro da Novembre 2019, che mi permette di acquistare carta e cartoncini dal suono croccante e dai colori seducenti (bianco ottico, blu oltremare, verde bosco, etc…) per le classi di scuola primaria che seguo con altri artisti.

La maggior parte dei bambini e bambine che incontro per i laboratori Mus-e vive in periferia, in famiglie a forte rischio di povertà. Va da sé che carta e cartoncini pregiati non rientrano fra le spese necessarie, così come eventuali corsi di musica, danza, acrobatica, canto, recitazione, disegno, scrittura creativa.

Grazie alla forza di generosi sostenitori Mus-e porta l’arte, qualunque essa sia, a bambini e bambine d’Italia, d’Europa e del Sud America.
Arte per l’integrazione, recita il suo motto.
L’arte nutre lo spirito, l’immaginazione, lo sguardo, l’autostima, l’ascolto reciproco, il rispetto, la fratellanza, la collaborazione.

È un linguaggio universale che si esprime a suon di percussioni, canti, passi di danza afro-cubana, hip hop, acrobazie, equilibrismi, segni, disegni, fotografie, cori, colori, parole recitate, messe in scena, scritte, ascoltate. In questo intreccio di linguaggi si sentono anche i cric croc di sonori cartoncini dai colori vividi, ai quali tutti i bambini e le bambine hanno diritto.

Cartoncini da 200 e 250 grammi acquistati da Mus-e Milano per i miei laboratori. (Anno scolastico 2019-2020).