Foto di Tiziana Scaciga

Un bambino sceglie, fra tanti frammenti di pietre di scarto, proprio uno: quello.
Un bambino guarda quel frammento di pietra, ne osserva i colori, le striature, la brillantezza o l’opacità.
Un bambino vede e sente la forma irregolare di quel frammento di pietra, impossibile da ricondurre alla perfezione di una figura geometrica e proprio per questo così sorprendente.
Un bambino tiene fra le mani quel frammento di pietra, lo soppesa, ne scorre con le dita la superficie levigata o ruvida, i contorni lisci o appuntiti.

Tutto questo accade quando bambino incontra un frammento di pietra di scarto.
E dopo che tutto questo accade, quel bambino non vede più un frammento di pietra di scarto, ma l’inizio di altro: una creatura immaginifica.