I ragazzi e le ragazze che fanno percorsi in comunità residenziali per minori hanno spesso vissuti personali e familiari complessi. Nei colloqui di gruppo e individuali sono invitati, anche, a condividere le loro storie. Per agevolare l’autoascolto degli adolescenti, riflessioni e ristrutturazioni narrative del passato educatori ed educatrici dispongono di vari strumenti: a questi hanno aggiunto le Carte Scintille.

Alice Annini ha inizialmente utilizzato le Scintille come carte narrative.
Stese le carte sul tavolo, ha chiesto di osservarle bene e poi di sceglierne almeno tre per inventare
e scrivere una storia.
Qualcuno ha preso più carte, qualcun altro ha ideato altri soggetti, per esempio il Fuoco. 
Fra le storie condivise, alcune di genere fantastico, altre di carattere autobiografico a partire dalla famiglia.
Nel rispetto dei minori e della loro privacy, le storie sono rimaste a disposizione solo dell’équipe
terapeutica. Qui è possibile raccontare alcuni momenti dell’attività.
Durante la condivisione l’educatrice ha invitato i ragazzi e le ragazze a trovare nella stessa carta
sia i lati positivi sia quelli negativi.

“La Piuma si lascia trasportare dal vento e cambia idea in fretta, ma è anche leggerezza in opposizione alla pesantezza e alla fatica.”

A poco a poco tutti hanno visto diversi aspetti di sé e degli altri, ponendo l’accento su somiglianze
e differenze.

“Grazie alle illustrazioni delle carte ragazzi e ragazze sono riusciti a comunicare anche sfumature emotive spesso difficili da esprimere.”

Mentre nella prima fase dell’attività le carte sono state un motore narrativo, nella seconda sono diventate uno strumento di esplorazione dei lati luce e ombra di ogni emozione e persona, un ponte fra l’interiorità e l’esterno e un collegamento fra i ragazzi e le ragazze presenti.
E proprio questa seconda fase ha agevolato cambi di prospettiva e nuovi sguardi, permettendo di ristrutturare la narrazione di storie e vissuti personali.

Come fatto dall’educatrice Alice Annini nel 2021, anche Salvatore Montesanti nel 2022 ha utilizzato le carte quale strumento per esplorare emozioni/persone/situazioni, avvalendosi di un mazzo arricchito di soggetti.
L’educatore ha disposto le carte sul tavolo: Onda, Forbice, Nuvola, Scarabocchio, Angelo, Pozzanghera, Rampicante, Montagna, Ingranaggio, Foglia, Vento, Piuma, Goccia, Fiore, Albero, Gomitolo, Orologio, Bottone, Fuoco, Ghiaccio.
Ha chiesto a ragazzi e ragazze di scegliere la carta più rappresentativa di loro stessi e poi di raccontarsi a voce, spiegando il motivo della selezione e cercando di vedere nella stessa carta lati positivi e negativi, così da cogliere diversi aspetti di sé e degli altri, somiglianze e differenze.

“Grazie alle carte molti hanno trovato il modo, il luogo e la scusa per potersi raccontare. In generale vedo le potenzialità terapeutiche ed espressive delle carte: un mezzo per stimolare una nuova narrazione di sé con i ragazzi che fanno più fatica a raccontarsi.
Questo perché chi è in una condizione di fragilità può avere bisogno di vedersi in modo nuovo, soprattutto in un momento delicato come l’adolescenza, durante la quale l’identità è in costruzione e più che mai in discussione.
Molti si sono identificati nel soggetto fuoco e grazie alla domanda: “Che cosa crea un uomo Fuoco?” hanno analizzato i sentimenti di rabbia che a volte prendono il sopravvento sugli altri. È emerso però che la rabbia può anche essere utilizzata in modo costruttivo e dare vita, per esempio, alla musica e a canzoni memorabili come quelle del grande Vasco Rossi. Mamma e papà Bottone sono stati i soggetti più scelti per parlare di separazione e/o abbandono. Un bottone può cadere da una camicia, una giacca, un abito e, rotolando, allontanarsi.

Il processo di disidentificazione consentito dalle immagini di improbabili mamme e papà Bottone ha permesso ai ragazzi di esprimere vissuti familiari dolorosi. Facendo cambiare prospettiva le carte Scintille hanno agito sul “come si guarda” e sulle parole che, sottolineo, non sono neutre: pensieri, emozioni e comportamenti vanno di pari passo. Si vede il mondo che si descrive, non il contrario.

Esperienze di Alice Annini – educatrice della comunità educativa per minori Jonathan ‘90 che fa capo ad Aise Onlus – Associazione per l’Intervento Sociale contro l’Emarginazione – anno 2021; Salvatore Montesanti, educatore della comunità educativa residenziale per minori La Casa di Anna – anno 2022.