Che Scintille la 3° C dell’Istituto Casti di Rimini!

Giorgia Bascucci, insegnante di scuola primaria presso l’Istituto Casti di Rimini, mi ha inviato le opere realizzate dalla sua 3° C a partire dalle mie Carte Scintille.

L’attivazione proposta è Pesca la tua bellissima carta Scintilla che accende la tua fantasia e scrivi il tuo testo fantastico.

Da anni ormai so quanto le paradossali creature delle Carte Scintille e le relative domande possono accendere l’immaginazione di bambini e bambine, ma per la prima volta leggo vere e proprie storie, tutte emozionanti, alcune profonde.

C’è una bambina Stropicciata molto triste, che vuole sciogliersi nell’acqua.

Una donna che rincorre il sole e poi diventa Tramonto.

Un bimbo Nido che grazie alla Luna piena scopre il valore della sua unicità.

Un bambino Fuoco d’artificio che è un vero e proprio artista, tanto da far risplendere anche la notte stellata.
(Caro Van Gogh, che ne pensi?)

Un bambino Tempesta che inventa gocce volanti contenenti un fulmine e parole strane.

Un bambino Vento che vuol distruggere il mondo.

Un altro bambino Vento che, per superare la solitudine, sorprende gli abitanti di un paese soffiando tutto colorato nel cielo.

Un bambino Neve che combatte un drago e un troll trasformandoli in ghiaccio e poi da grande diventa un poliziotto che salva tantissime vite.

Una bambina Neve molto dolce e timida. Poiché è cieca si fa accompagnare dalla mamma e per questo viene presa in giro. Un bel giorno si arrabbia e fa piovere, grandinare e nevicare. Da quel momento tutti iniziano a rispettarla!

Una bambina Cespuglio che piange perché nessuno la nota, visto che è verde come l’erba, ma correndo a casa dalla mamma si scontra con un’altra bambina Cespuglio e dal quel momento nasce la loro amicizia.

Un bambino Stropicciato a cui piace disegnare, che con la carta realizza aeroplani, macchine, treni.

Un bambino Tempesta molto triste perché tutti hanno paura di lui, finché un altro bambino gli offre la sua amicizia valorizzando le rispettive unicità.

 Che altro aggiungere? Applausi a tutti!

Doppia inaugurazione a Casa Cultural: le nuove Carte Scintille e il progetto “Abitare la Curiosità”.

Il 27 Settembre Eleonora Terrile ha tenuto il workshop “Scintille. Carte un po’ per gioco, un po’ per cura” presso Casa Cultural di Albenga, l’accogliente nido culturale e artistico dell’Atelierista, Tata Narrastorie, Lettrice ad alta voce e Counselor maieutico Monica Maggi.

L’evento ha inaugurato il progetto di Casa Cultural “Abitare la curiosità”: una serie di workshop e incontri per insegnanti, educatori, genitori e operatori delle professioni di aiuto.

L’inaugurazione è stata doppia, poiché Eleonora Terrile ha utilizzato per la prima volta la nuova edizione delle Carte Scintille, pubblicata a Luglio 2025 dalla casa editrice AnimaMundi.

16 le partecipanti: diverse insegnanti curricolari e di sostegno della scuola primaria, una psicologa, una psicoterapeuta, un’arte-terapeuta, una studentessa di scienze della formazione.

Dopo aver ascoltato una sintesi dei testi scientifico-pedagogici che accompagnano le Carte Scintille, tutte si sono messe in gioco disegnando, scrivendo, improvvisando. E poi hanno lasciato a Casa Cultural una parola, un pensiero, un’emozione.

 

Passaggi a distanza – Dalla materna alla primaria

Premessa

Il passaggio dalla scuola materna alla primaria segna un traguardo e un nuovo inizio non solo per i bambini e le bambine, ma anche per i genitori.
In questo momento di transizione, come vedono le mamme e i papà i loro figli?
E come li immaginano, una volta iniziata la scuola primaria?
A queste domande risponde Passaggi a distanza, un progetto che prevede un incontro di 2 ore con genitori italiani e stranieri, condotto dalla pedagogista Daniela Guzzi e dalla psicologa-psicoterapeuta Chiara Trubini.

Le Carte Scintille e la Prima filastrocca di casa e di scuola di Bruno Tognolini (2013) sono gli strumenti utilizzati per far vedere da nuove prospettive i bambini e per trasformare questi sguardi in un’esperienza poetica. La famosa filastrocca di Bruno Tognolini, espressa soprattutto in prima persona singolare, descrive quello che un bimbo vive e sente a casa e a scuola.
È un susseguirsi di versi che iniziano alternativamente con l’espressione “a casa”, “a scuola”. Questa struttura verrà suggerita ai genitori per comporre un testo su come vedono i loro figli nel presente e su come li immaginano nel futuro.

Per far scrivere questo tipo di componimento, punto d’arrivo dell’incontro, sono utilizzate le carte Scintille nelle declinazioni “bambino” e “bambina”. Mamme e papà devono scegliere, fra le carte stese sul tavolo, quella che meglio rappresenta il loro figlio o figlia al momento, a casa e alla scuola materna, e poi scrivere di getto per qualche minuto. L’operazione si ripete, ma la nuova carta da scegliere deve raffigurare il bambino o la bambina nel futuro, alla scuola primaria.

Terminata questa fase i genitori scelgono 5 parole da ognuno dei 2 testi per arrivare a un totale di 10 e scrivere un componimento dal titolo “Il mio bambino di casa e di scuola” alternando i versi (a Casa… a Scuola…) e inserendo, nell’ordine preferito, le parole individuate, non importa se in rima.

Alla fine, lettura collettiva e riflessioni su sensazioni e scoperte.

La carta del bambino Rampicante è stata scelta più volte e ha ispirato considerazioni diverse.
A casa verde fresco,
A scuola blu profondo.
Parole di una mamma che ha preso le carte del bambino Rampicante e del bambino Onda.

A casa è un germoglio cresciuto
A scuola si srotola poco per volta.
Parole di una mamma che ha scelto il bambino Rampicante e il bambino Gomitolo.

“Come mi sento?” Esprimere le emozioni con le Carte Scintille – Scuola primaria

“Come mi sento?” Esprimere le emozioni con le Carte Scintille – Scuola primaria

Testo descrittivo e testo soggettivo: gli insegnanti di scuola primaria affrontano questo argomento avvalendosi di brani di vario tipo da leggere e analizzare, prima di far arrivare la classe alla produzione scritta.
Se è vero che entrambi i tipi di testo presentano delle difficoltà, il secondo richiede particolare attenzione quando bambini e bambine sono invitati a parlare di sé.

Racconta l’insegnante di scuola primaria Maria Vaccaro, ideatrice dell’attività didattica “Come mi sento”?
“Ogni volta che affrontavo l’argomento testo soggettivo ottenevo lo stesso risultato: bellissime descrizioni con tanti aggettivi, poche emozioni e riflessioni personali. Bambini e bambine raccontavano come erano visti dagli altri, non come si percepivano e sentivano.”
A 8 anni un conto è fare una descrizione oggettiva di sé: ho i capelli ricci e gli occhi azzurri.
Un altro è ascoltarsi, soffermarsi su come ci si sente, che cosa si prova, dare voce alle proprie emozioni.
Nelle mani di bambini e bambine di terza primaria le Carte Scintille si sono rivelate un utile strumento
per la visione e l’ascolto di sé.
L’attività didattica è iniziata con l’invito a guardare in silenzio le carte sparse per terra, a partire dalle immagini, facendo seguire la lettura, sempre in silenzio, delle domande.
Dopo attenta osservazione bambini e bambine hanno scelto una carta: quella più vicina alla loro percezione di sé e al loro sentire, e da lì sono partiti con la produzione di un testo soggettivo.

Le carte Scintille attraverso creature sorprendenti e domande legittime generano infinite risposte, tutte diverse e accettabili.
Inoltre, la stessa carta e domanda possono suscitare percezioni di sé ed emozioni differenti.

“Mi sento un bambino scarabocchio perché a volte mi sento in disparte e senza attenzioni.”

“Mi sento una bambina scarabocchio proprio perché sono iperattiva, devo fare sempre tutto in una volta.”

“Mi sento anche una bambina scarabocchio perché io penso a tante cose da creare e ne penso talmente tante che a volte

mi scordo quello che voglio fare e mi ritornano dopo un po’”.

Quando la percezione di sé sottende amarezza, come nel caso dell’alunno che a volte si sente in disparte e senza attenzioni, la creatura improbabile della carta può aiutare a ridefinirne l’immaginario: un dinamico Scarabocchio sostituisce la rappresentazione mentale di un bambino isolato e trascurato.
In questa come in altre attivazioni è rilevante l’invito a osservare le carte in silenzio e a prendersi il tempo necessario prima di sceglierne una.
Il silenzio, lungi dall’essere qui un’imposizione e una richiesta di disciplina, diventa uno spazio di autoascolto nel quale il bambino può sostare fino a quando decide che è tempo di fare una scelta.

“Come mi sento?” Esperienza didattica condotta da Maria Vaccaro, insegnante della scuola primaria Lagomaggio dell’Istituto Comprensivo XX Settembre di Rimini. Due classi terze – anno scolastico 2020-2021.

 

Dalle lingue figlie di bambini e bambine alla danza delle carte Scintille – Scuola primaria

Dalle lingue figlie di bambini e bambine alla danza delle carte Scintille – Scuola primaria

Oggi, 21 Febbraio, è la Giornata della Lingua Madre, ma per una volta vorrei celebrarla come Giornata delle Lingue figlie di bambini e bambine, raccontando uno dei miei laboratori tenuti per conto di Mus-e Milano.

Premessa a questo laboratorio è che noi artisti di Fondazione Mus-e Italia  lavoriamo in scuole primarie statali di periferia, dove la percentuale di alunni di origine straniera è rilevante. A Milano, per esempio, nelle scuole in cui opero io insieme ad altri, la percentuale di bambini e bambine con genitori provenienti da altri Paesi può arrivare al 98-99%.

Come ogni insegnante di scuola primaria sa, questo significa che a casa i bambini con entrambi i genitori stranieri sentono parlare Arabo, Spagnolo, Cinese, Russo, Albanese, tanto per fare qualche esempio, non Italiano.
A tanta varietà di lingue corrispondono differenti religioni, tradizioni, culture, stili alimentari, etc…

In un contesto multiculturale come quello appena descritto le Carte Scintille hanno messo in luce la naturalezza con cui bambini e bambine di religioni e culture diverse convivono e il divertimento a inventare lingue di fantasia, oso dire nel solco di grandi autori come Gianni Rodari.

A dimostrazione di quanto appena affermato, le seguenti risposte.

Che cosa vede un bambino Nuvola?
Dio!
Allah!
Mio nonno!
Mia nonna!

Che lingua parla una bambina Foglia?
Il fogliese! *
Sulla scia del fogliese, alcune domande estemporanee.

Come è la lingua fogliese?
Fiao, fomestai? Fono felice fi ftare full’albero!

Che lingua parla un bambino Nuvola?
Il nuvolese!

Che cosa potrebbe dire una bambina Foglia a un bambino Nuvola?
Fi fi fo fo fu fu!

E il bambino Nuvola che cosa potrebbe rispondere?
Nu nu vo vo lallà!

Alla fine, sono nate tante lingue quanti i soggetti delle carte via via estratte e mostrate.

Nella seconda fase del laboratorio la danzatrice Mavis Castellanos ha invitato tutti ad alzarsi e a mettersi in cerchio.

Come potrebbe muoversi una bambina Foglia?

Mavis ha accennato un movimento, per ispirare bambini e bambine. Poi tutti hanno cominciato a muoversi: chi ondeggiando con le gambe un po’ flesse, chi con le braccia.

E un bambino Onda?

Sempre in cerchio, bambini e bambine si sono presi per mano e, ispirati da Mavis, hanno fatto tanti piccoli passi in avanti andando a stringere il cerchio, poi indietro allargando la circonferenza e avanti così, dapprima lenti poi sempre più veloci.

E un bambino Nuvola?

Bambini e bambine, in piedi a gambe leggermente divaricate e flesse, si sono messi in posizione da vedetta con una mano all’altezza degli occhi e, roteando il busto da sinistra a destra, hanno iniziato a scrutare l’orizzonte.

E una bambina  Fiore?

Bambini e bambine si sono curvati verso terra sino a toccare il pavimento con le mani e poi, lentamente, hanno ripreso la posizione eretta distendendo le gambe, raddrizzando la colonna vertebrale e la testa, allungando le braccia verso l’alto e schiudendo, infine, le dita delle mani.

Terminate le improvvisazioni, Mavis ha ripreso insieme alla classe i movimenti ispirati dalle carte e li ha collegati in una breve sequenza coreografica accompagnata da un sottofondo musicale.

Questo laboratorio, che tanto ha entusiasmato la classe, è stato propedeutico ai miei successivi, che prevedevano anche l’utilizzo della scrittura. Le lingue “figlie” di bambini e bambine hanno fatto sentire tutti protagonisti e sono state un ponte. Una frase in “fogliese”, per esempio, doveva poi essere tradotta e scritta in italiano alla lavagna.

Come ben sanno gli insegnanti di scuola primaria e di Italiano L2, un approccio ludico è molto adatto a favorire il processo di acquisizione della lingua da parte dei più piccoli. (Diadori, 2018)

Si noti che il meccanismo utilizzato dai bambini per inventare il nome di idiomi fantastici come il “fogliese” e il “nuvolese” è stato quello di usare la stessa desinenza di “inglese” e “francese”. Una desinenza che deforma le parole come il “prefisso arbitrario” di Gianni Rodari (1973).
L’invenzione dei termini in lingua “fogliese” e “nuvolese”, invece, ha preso l’avvio dalla prima lettera o sillaba dei vocaboli “foglia” e “nuvola”: fi fo fu; nu nu-vo vo-lallà.

A coinvolgere molto la classe è stata anche la possibilità di interpretare con la danza le creature delle carte Scintille, improvvisandone forme e movenze insieme a Mavis. L’improvvisazione guidata ha fatto sentire bambini e bambine co-autori di una coreografia, non solo esecutori. Per poter ottenere un risultato così occorre sì un esperto danzatore/danzatrice, ma anche un professionista capace di improvvisare e di valorizzare i gesti spontanei dei bambini.

Laboratorio di Mus-e Milano condotto da Eleonora Terrile (arti visive e scrittura) e Mavis Castellanos (danza) presso l’Istituto Marcello Candia di Milano – classe 3° A – anno scolastico 2020 – 2021 – Introduzione al progetto triennale di Mus-e Milano e alle diverse competenze delle artiste.

Rodari G., Grammatica della Fantasia, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1973
Diadori P., Insegnare Italiano a stranieri, Milano, Le Monnier, 2015 

Foto sotto: Sequenza Fiore eseguita dalla danzatrice e Artista di Mus-e Milano Mavis Castellanos.