Labelluli torna a Settembre a Milano da BeeBeeLab per il laboratorio con frammenti di pietre di scarto “Immaginifici mostri”. Due gli appuntamenti durante i quali bambini e bambine dai 6 anni in su potranno dare forma e voce a creature mostruose: Sabato 14 Settembre dalle 15.00 alle 16.30 Sabato 28 Settembre dalle 15.00 alle 16.30.
Dove: BeeBeeLab – Via Teodosio 80, Milano Quando: Sabato 14 e Sabato 28 Settembre dalle 15.00 alle 16.30 Costo: 15 euro compresi i materiali Età: dai 6 ai 9 anni Max: 10 partecipanti Prenotazioni: info@beebeelab.com
Questo laboratorio, come tutti quelli della serie “Immaginifico”, stimola la creatività dei bambini con frammenti di pietre di scarto provenienti dalla Val d’Ossola. L’idea e la metodologia sono di Eleonora Terrile di Labelluli e di Tiziana Scaciga di Pietre Trovanti.
“La natura è poesia. E la poesia è la voce della natura.” Questo il pensiero che ispira i laboratori della serie “La poesia della natura”. Una foto in anteprima e presto maggiori informazioni.
Venerdì 12 Aprile, presso la Libreria 121 di Milano, ha avuto luogo l’incontro sul gioco: “Senza regole”.
A dare il benvenuto ai partecipanti il graphic designer Pietro Corraini, il cui cognome riporta alla casa editrice fondata dal padre, che ha editato tutte le opere dell’eclettico artista e designer Bruno Munari.
La parola è poi passata a Monica Guerra, ricercatrice di didattica e pedagogia presso l’Università di Milano Bicocca.
Monica Guerra ci a invitato a provare i giochi esposti, alcuni dei quali creati da Bruno Munari, come la “Scatola di Architettura”.
Realizzato nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, questo gioco invitava i bambini a costruire edifici, proprio mentre i loro genitori stavano ricostruendo l’Italia in macerie.
Il gioco che più ha affascinato Labelluli è “Il gioco del + e del -“ideato da Bruno Munari e Giovanni Belgrano. Si tratta di tanti quadrati trasparenti, ognuno con stampata una differente immagine, che sovrapposti a piacere permettono di creare composizioni nuove e sorprendenti.
Un altro gioco invitava a creare sequenze d’immagini accostando carte illustrate.
Terminato il tempo a disposizione, Monica Guerra ha chiesto: “Chi di voi ha giocato?”, “Chi si è annoiato?”, “Chi si è sentito così così?”. La maggior parte di noi si era sentito nella terra di mezzo. Fra le motivazioni: tanti giochi e poco tempo a disposizione; troppi giochi in uno spazio esiguo; giochi da fare in gruppo, non da soli; ai giochi sconosciuti preferibili quelli noti, etc…
Partendo da queste risposte, Monica Guerra ha dato qualche spunto di riflessione.
Il gioco richiede un tempo e uno spazio dedicato e protetto, anche dal mondo degli adulti.
I bambini giocano, perché giocando imparano: l’espressione “gioco-educativo” è dunque un ossimoro.
Quando il bambino gioca entra in uno stato di “flow” dove non esistono il tempo e lo spazio, ma solo il “qui e ora”.
Tutti giochiamo. Il “come” dipende dalla cultura, dal Paese, dai valori della comunutà di appartenenza: giochi basati sulla competitività vs cooperazione, giochi di costruzione vs giochi di creazione, etc.
Ma il gioco è libertà o regola?
Il gioco è autodeterminazione.
Lasciamo ai bambini il piacere di provare, scoprire, autoregolarsi.
Domenica 31 Marzo Labelluli ha partecipato all’incontro di formazione Ho l’infinito davanti – 100 libri per crescere liberi tenuto dalla bravissima Sonia Basilico presso la libreria Aribac di Milano.
Infinite le ispirazioni e riflessioni, a partire dalla poesia che ha dato il titolo all’incontro.
“Ho l’infinito davanti” di Janna Carioli, poesia tratta da “Io cambierò il mondo. Poesie per crescere” di Mondadori 2012.
Non fare le cose per me, non spianarmi la strada. Il sentiero voglio aprirmelo usando la mia spada.
Lo so che tu speri per me che il male non mi tocchi, ma voglio affrontare il drago guardandolo negli occhi.
Non fare le cose per me, e lasciami provare. Ho l’infinito davanti E il tempo di sbagliare.
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